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Storie di Salute e Benessere

Eritema solare: cosa accade alla pelle, come proteggerla e alleviare i sintomi

L’eritema solare è una manifestazione infiammatoria della cute, dovuta a un’eccessiva esposizione ai raggi UV, senza una protezione solare adeguata al proprio fototipo. Può causare arrossamento, bruciore e prurito intenso dell’area colpita, ma nei casi più gravi può manifestarsi come un’ustione di primo o secondo grado con anche febbre e nausea.

Quali sono le cause dell’eritema solare? Quali sono i soggetti più a rischio? Come si cura e come si previene? Vediamo nel dettaglio tutte le risposte.

Eritema solare: come si manifesta

L’eritema solare, come accennato in apertura, è la conseguenza di un’eccessiva esposizione alle radiazioni UV, senza adeguata protezione dell’epidermide. I raggi UV infatti, determinano un aumento dell’afflusso di sangue nelle zone foto esposte, favorendo il rilascio di citochine e sostanze come le prostaglandine e l’istamina, responsabile della sensazione di prurito. Quella che si verifica è un’autentica catena di eventi che parte dalla vasodilatazione periferica e dall’aumento della permeabilità dei capillari e, arriva all’arrossamento, all’edema e a tutte quelle sensazioni tipiche della flogosi cutanea.

Eritema solare: sintomi

Entrando più nello specifico, le manifestazioni dell’eritema solare possono comparire dopo 1-24 ore dall’esposizione al sole. Le alterazioni cutanee variano di intensità in base al fototipo della persona e alla durata dell’esposizione ai raggi UV.

Generalmente l’eritema causa in primis prurito intenso nell’area colpita, rossore, bruciore e secchezza cutanea. Nei casi più gravi, l’eritema può avere l’aspetto di un’ustione con edema cutaneo (gonfiore), formazione di vescicole, bolle e desquamazione superficiale. Se l’eritema interessa un’area molto estesa del corpo, possono esserci anche sintomi sistemici come febbre, mal di testa e nausea.

In sintesi, i sintomi più comuni dell’eritema solare sono:

  • Arrossamento che scompare dopo qualche giorno
  • Secchezza cutanea
  • Bruciore
  • Prurito
  • Sensibilità della pelle al tatto
  • Gonfiore delle aree interessate
  • Vescicole e bolle, solitamente su mani, braccia e viso
  • Desquamazione
  • Febbre brividi, nausea e vertigini (nei casi più gravi)

Eritema solare: chi è più a rischio

Il rischio di incorrere nell’eritema solare è correlato al fototipo, la classificazione dermatologica che suddivide le persone in base al quantitativo di melanina presente nella loro epidermide. Ogni fototipo indica quindi la capacità del soggetto di abbronzarsi, nonché la sua sensibilità ai raggi ultravioletti.  Il fototipo 1, che comprende persone con carnagione, occhi e capelli molti chiari, è il più sensibile al sole ed è quello più a rischio eritema e scottature.

E’ tuttavia importante sottolineare che una possibile reazione cutanea al sole non dipende soltanto dal fototipo, esistono infatti altri fattori predisponenti. Uno su tutti, il momento della giornata in cui ci si espone al sole: la fascia oraria compresa tra le 10 e le 16, è la più pericolosa, quella in cui l’assorbimento di raggi UV è più alto. Il rischio aumenta ulteriormente in presenza di superfici riflettenti quali la luce, come neve, specchi d’acqua e sabbia.

Non bisogna dimenticare che esistono anche fasce di età più a rischio: i bambini sotto i tre anni (nei primi sei mesi di vita non andrebbero affatto esposti alla luce solare diretta) e gli anziani. Ci sono poi parti del corpo più sensibili di altre: gli occhi, il naso, le labbra, che necessitano pertanto di una protezione maggiore.

Esistono infine altri fattori che non vanno sottovalutati e che possono predisporre a una reazione allergica al sole:

  • L’esposizione con specifiche sostanze contenute nei profumi, nei trucchi o nelle creme, che possono generare reazioni con la luce del sole;
  • L’assunzione di farmaci, come alcune classi di antibiotici, antidolorifici, cortisone, antirigetto, chemioterapici;
  • La presenza di lesioni della pelle come la dermatite;
  • L’appartenenza a una famiglia con storie di allergie post esposizione solare.

Eritema solare: come curarlo

L’eritema, nella maggior parte dei casi, guarisce spontaneamente in pochi giorni, sempre che il soggetto non si esponga nuovamente al sole.

Per trattarlo, basta applicare alle parti interessate prodotti in crema o in gel con proprietà lenitive, nutrienti e idratanti. Esistono anche diverse soluzioni in spray, che regalano un piacevole effetto rinfrescante. Quando sulla cute sono presenti bollicine o vescicole, è necessario rivolgersi al medico, il quale potrà consigliare l’impiego locale di pomate contenenti antibiotici e cortisonici. E’ altresì importante evitare l’applicazione di creme, unguenti o lozioni contenenti anestetici, poiché possono dar luogo a reazioni fototossiche.

È sempre importante non trascurare l’eritema, al contrario bisogna curarlo nella maniera più adeguata, al fine di evitare che si trasformi in qualche forma di fotoinvecchiamento (macchie cutanee e rughe) o addirittura in un tumore della pelle.

Eritema solare: come prevenirlo

Cosa fare dunque, per evitare la comparsa dell’eritema solare? Esistono alcuni semplici accorgimenti da adottare, che possono prevenirne l’insorgenza:

  • Abituare gradualmente la pelle all’esposizione solare;
  • Adottare preventivamente un’alimentazione ricca di sostanze che preparano la cute ai raggi solari, come betacarotene, vitamina A, vitamina E, vitamina C e antiossidanti!
  • Indossare indumenti freschi che coprono la pelle dall’esposizione diretta ai raggi solari;
  • Utilizzare creme solari con un alto fattore protettivo, in particolare per i fototipi più a rischio;
  • Evitare sempre di esporsi al sole nelle ore più calde, ovvero tra le 11 e le 16, quando la concentrazione di raggi ultravioletti è più alta.

 

 

 

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